Derattizzazioni - Home
Derattizzazioni - NV 800 984 755

Abile equilibrista, arrampicatore,  amante delle altezze, il Rattus rattus, compagno dei naviganti era il primo a scappare dalle navi che stavano per naufragare. Questo era il segnale che non c’era più speranza, che tutto era perduto...

Rattus rattus: Ratto dei tetti, ratto delle navi              Scheda etologica

 

Di lui abbiamo un terrore atavico, visto come portatore di peste bubbonica (non sapevamo che in realtà era la sua pulce a trasmetterla),causa delle terribili pestilenze del Medio Evo, da allora in realtà è riuscito a conquistarsi una vasta nicchia ecologica in Europa, proprio perché noi uomini avevamo “Demonizzato” il Gatto, suo predatore naturale.

Avere un gatto in casa significava essere un adoratore del demonio o peggio ancora una strega, ed ecco che il nostro ratto delle navi trova nel nostro paese; palme bellissime, altissimi pini e scogliere sicure dove costruire il proprio nido, e soprattutto nessun predatore antagonista.  Comincia così  la sua colonizzazione di isole e porti. Poi, seguendo passo passo l’uomo o meglio il suo cibo, si addentra all’interno del continente Europeo e, dove fa molto freddo, si sistema comodamente nei fienili, nei granai pieni delle loro preziose scorte di sementi, di olio e altre prelibatezze, come biasimarli!

Ricordo ancora la lotta ai ratti che mia nonna condusse impavidamente per tutta la vita , difendendo le nostre riserve annuali di odoroso olio extra vergine (2 damigiane non di più),provenienti dai nostri oliveti e poi collocate nella buia cantina della casa di città: nessuna corda nelle vicinanze, trappole per topi degne di un cartone animato, in quanto ai topicidi che si trovavano in giro allora, erano gli stessi che si usavano per uccidere i mariti e lei...non li avrebbe “mai!”comprati. Aveva i suoi trucchi, anche se non sempre funzionavano.

Brutta fama dunque, ma come stiamo facendo con le altre due specie di Muridae proviamo a conoscerlo meglio, chissà che non ci diventi più simpatico e soprattutto chissà che non troviamo un metodo per liberarci della sua presenza, che non sia così “drammatico”!

Habitat e diffusione:

Come dicevamo, il Rattus rattus è originario del sub continente indiano ( alcune tesi parlano di Mesopotamia) fatto certo è che viaggiando come clandestino a bordo delle navi (da qui il nome: ratto delle navi)si è diffuso in gran parte del nostro Paese. Tra le prime datazioni certe ci sono dei resti trovati a  Pompei risalenti al II sec. AC.

È un abilissimo arrampicatore, quindi allo stato selvatico lo troviamo nelle falesie, nelle zone rocciose e scogliere di tutte le isole del mediterraneo così come nelle pinete e nelle macchie basse della vegetazione mediterranea, mentre, dove il clima diventa continentale, cioè più freddo, la sua presenza è confinata alle abitazioni dell’uomo. Nel Nord America per esempio è stato quasi praticamente soppiantato dal Rattus norvegicus , incontriamo ancora però, sacche di grandi colonie nelle metropoli ad alta densità abitativa di carattere portuale (New York). Al contrario continua a espandersi tranquillamente in tutte le regioni con clima tropicale e sub-tropicale come in Brasile, nella fascia costiera della Mata Atlantica per fare un esempio.Questa specie invece è quasi scomparsa, ancora una volta soppiantata nella nicchia ecologica dalla sua rivale , nel Regno Unito, Svezia e Germania (Lund, 1994).

Nelle nostre città, abita giardini e parchi urbani e, negli edifici colonizza in particolar modo le parti alte come le soffitte e i tetti (da qui il nome : Ratto dei tetti) , da dove entra attraverso porte lasciate aperte, camini, e addirittura dalle fessure create per i cavi di alimentazione causando pericolosi corti circuiti. Essendo un abilissimo arrampicatore può risalire le tubazioni verticali larghe appena 10 cm  e quindi entrare anche attraverso i nostri bagni per poi scomparire di nuovo.

Nelle campagne ha un debole per i magazzini, specialmente dove si opera con stoccaggio di alimenti, per le stalle e gli allevamenti, adora il mangime dei cani! Pur prediligendo aree più asciutte ( quindi sarà difficile trovarlo nelle fogne, regno del rattus norvegicus) in caso di necessità è un abile nuotatore.
Essendo come dicevamo, prevalentemente arboricolo, costruisce i suoi nidi grandi e di forma globulare sugli alberi (di preferenza palme e pini) imbottiti dalle femmine, poco prima del parto, con una grande quantità di materiale morbido, come foglie secche e muschio ma quando abita i nostri sottotetti non disdegna carta , plastica e tessuti.

Morfologia:

  • Lunghezza del corpo: esclusa la coda 15-24 cm
  • Lunghezza della coda: 17-28 cm, scagliosa, glabra e dello stesso colore delle zampe. Ella è fina e la sua lunghezza è superiore a quella del corpo. Viene usata dal ratto dei tetti come contrappeso naturale per mantenere l’equilibrio, addirittura in alcune sottospecie viene usata come esca per catturare piccoli granchi.
  • Peso corporeo: 200-300 g. I maschi sono generalmente più grossi delle femmine.
  • Costituzione corporea: presenta una corporatura più slanciata rispetto al surmolotto o ratto grigio e una differenza sostanziale nella forma cranica, egli non possiede le due creste ossee laterali tipiche del rattus norvegicus e tutto il suo cranio è più stretto, allungato e appuntito. Le sue tracce mostrano su ogni zampa cinque cuscinetti plantari in corrispondenza delle dita. Il muso è glabro e rosato con lunghe e sensibili vibrisse.
  • Colore del pelo: Il pelo è folto e morbido. Distinguiamo qui  tre variazioni cromatiche da attribuirsi a tre rispettive sottospecie non geograficamente suddivise: R.r.alexandrinus: pelo marroncino grigiastro con ventre grigio sporco; R.r. frugivorus: pelo su dorso e fianchi marroncino grigiastro mentre sul ventre sfuma sul biancastro; R.r.rattus: parti superiori dal grigio scuro al nero totale , grigio ardesia sul ventre
  • Vista: gli occhi sono grandi e sporgenti, normalmente di colore nero, la vista dei ratti come quella dei topi non è molto sviluppata essendo animali con abitudini prettamente notturne. Sembra non vedano i colori.
  • Denti: 16 denti e mancanza di premolari e canini. Incisivi a crescita continua che si consumano attraverso la masticazione.
  • Orecchie: più grandi rispetto a quelle del rattus norvegicus, le orecchie del ratto dei tetti sono sottili, senza peli e quasi trasparenti. Udito altamente sviluppato  che riconosce infinite variazioni di ultrasuoni data l’intensa comunicazione sociale,  anche se , come il mus musculus , può assuefarsi ad alcuni apparecchi collocati appositamente al fine di allontanare i ratti, che imitano gli ultrasuoni emessi dagli uccelli rapaci, loro predatori. Comunicano tra loro attraverso una grande serie di squittii e sibili. Se tirate in avanti riescono quasi del tutto a  coprire l’occhio dell'animale.
  • Olfatto: anche questo sviluppatissimo, permette ai Ratti neri di riconoscere i cammini e i territori che abitualmente percorrono, che sono marcati dalle loro stesse urine e feci e da una sostanza oleosa (betalanolina) che essuda dal corpo dei ratti. Permettono oltretutto di riconoscere al buio la tipologia delle varie sostanze organiche di cui si alimentano.
  • Feci: Le feci caratteristiche del Rattus rattus hanno forme che variano dall’ovale al sub-cilindrico Spesso a forma di piccole banane, lunghe di solito 9-12 mm e larghe 2-4 mm e meno appuntite di quelle del rattus norvegicus. Per l’uomo sono un ottimo sistema di riconoscimento e termine di comparazione tra le specie di roditori, fatto importantissimo al momento di decidere quale metodologia topicida usare. L’urina è secreta frequentemente,e contiene lipocaline che sono speciali piccole proteine secrete apposta per la comunicazione intraspecifica, le femmine ne producono il 30% in più dei maschi, e serve a marcare il territorio, a riconoscersi tra loro, a far conoscere la posizione del nido, la presenza di pericoli, e la loro età, i maschi oltre alle lipocaline secernono sostanze volatili che funzionano come attrattiva per le femmine. Defeca tra le 30 e 150 volte al giorno.

 

Metabolismo:

Molto elevato dovuto alle sue ridotte dimensioni;

  • frequenza cardiaca:325-780 /min;
  • frequenza respiratoria: 60-220/min;
  • temperatura corporea: tra i 36,5 e i 38°C.

I ratti neri come i topi e i surmolotti si termoregolano dilatando le vene della coda e quelle delle orecchie e sudando dalle ghiandole sudoripare poste sotto i cuscinetti plantari.
Hanno abitudini crepuscolari notturne e di solito il freddo rallenta molto la loro attività in generale.

Durata della vita:

Il Ratto dei tetti raramente sopravvive più di un anno allo stato selvatico, mentre in cattività raggiunge i 4 anni.

Riproduzione:

Il sessaggio dei ratti neri è uguale a quello di tutte le specie di Muridae, in più nel Rattus rattus si possono più facilmente distinguere, visto che il maschio è quasi sempre più grande della femmina.

È importante ricordare che questa specie ha forti attitudini arboricole quindi i nidi sono sempre in posizioni elevate (sottotetti, alberi , soffitte) e pertanto difficilmente raggiungibili.

Il periodo riproduttivo ha dei picchi in estate e in autunno , ma in condizioni climatiche e di disponibilità di cibo favorevoli possono riprodursi durante tutto l’anno, varia anche a seconda delle stagioni e delle latitudini. La maturità sessuale è raggiunta dalle femmine intorno ai 3-5 mesi di vita, in genere si accoppiano con il maschio dominante, dando alla luce tra i 5 e i 10 piccoli dopo una gestazione di più o meno 24 giorni.  I piccoli ratti nascono glabri, ciechi e sordi e rimangono sotto le cure parentali anche dopo lo svezzamento (un mese) fino al raggiungimento della taglia adulta.

Comportamento sociale:

La struttura sociale e le abitudini dei ratti sono estremamente complesse.

I cosiddetti Ratti delle navi vivono in colonie miste composte di numerosi esemplari ambosessi. Queste colonie si originano sempre da una coppia riproduttiva o da una singola femmina incinta.

La struttura gerarchica è rigida e presente sia nei maschi che nelle femmine, oltre al maschio dominante esiste anche la femmina dominante, e questa prevale anche sui maschi subordinati, che molto spesso finiscono per essere allontanati. Questa gerarchia crea una differenziazione di possibilità di accesso al cibo disponibile, quindi i dominanti mangiano prima e nelle ore notturne mentre i subordinati affrontano i pericoli delle incursioni nelle ore di luce. In genere i ratti neri difendono aggressivamente solo le aree strategicamente importanti determinate da una  maggiore disponibilità di cibo.

È una specie che può compiere anche lunghi tragitti a procura del cibo (fino a 174 m), le dimensioni dell’area vitale sono maggiori nei maschi rispetto alle femmine e si aggirano intorno ai 10 ettari.
La comunicazione vera e propria tra gli individui di questa specie di ratto si manifesta attraverso squittii e pigolii , quando irritato emette brontolii. Per manifestare dominanza assume anche posture particolari e arriva al contatto fisico aggressivo che in rari casi arriva all’uccisione dell’intruso e a episodi di cannibalismo.

Preferenze alimentari:

Il ratto nero o ratto dei tetti pur essendo onnivoro si distingue dal suo rivale il rattus norvegicus o ratto delle chiaviche ,  in quanto più chiaramente preferisce prodotti di origine vegetale, ama ogni tipo di frutta sia fresca che secca, granaglie, semi di pini, frutti delle piante ornamentali come quelle delle palme da dattero, uova di uccelli, chiocciole, larve e adulti di insetti, alimenti destinati agli animali domestici di cui è veramente ghiotto, arriva a mangiare anche resti di pesce , essendo un animale che vive spesso in prossimità dei porti. Il ratto dei tetti è anche un attivo predatore di altri micromammiferi quali topolini e arvicole, frequentemente lo si trova nelle trappole dove questi ultimi sono stati catturati per cibarsi proprio di loro.

È importante sottolineare la marcata neofobia (paura del nuovo) di questa specie, che lo rende animale difficile da derattizzare con esche chimiche topicide, specialmente quando infesta depositi alimentari o silos dove l’abbondanza di cibo conosciuto lo porta a non interessarsi a nuovi odori o sapori. Mostra anche , in diversi casi, resistenza fisiologica a esche anticoagulanti, dovuta alla costante pressione selettiva esercitata dall’uomo nell’arco di decenni con l’uso di queste sostanze.
Generalmente un ratto nero consuma intorno ai 15-20 g al giorno di cibo e 15 ml di acqua , necessità , quella idrica, che gli impedisce di colonizzare stabilmente posti dove non abbia un approvvigionamento di acqua continuo.

Riconoscere i segnali della presenza del Ratto dei tetti:

  • Rumori: sono molto più rumorosi dei topolini domestici, una colonia si sente distintamente dagli squittii e brontolii delle “litigate” anche diurne. I rumori provengono per lo più da zone alte della casa, solai, soffitte e dalle cime di alberi. Rumori di camminate rapide , ma  chiaramente percettibili, anche perchè il materiale dei tetti (tegole di ceramica, tettoie plastiche) è decisamente più rumoroso
  • Feci e odore: Come il mus musculus, il ratto delle navi contamina con la propria urina e feci anche il cibo che mangia e marca con esse i propri cammini, per quanto riguarda la forma, come possiamo vedere, esse sono scure a forma di piccole banane appuntite su di un lato, sono in quantità minori di quelle prodotte dal topo. L’odore delle urine è forte e impregnante.
  • Macchie di untuosità: nei passaggi più difficoltosi ( sotto le travi, al termine di una corda usata come cammino) si trovano le caratteristiche macchie di untuosità costituite dalla betalanolina da urine e feci che il topo calpesta e rende levigate come cera, usando le zampe e i peli del ventre.
  • Altri segnali: A parte i danni che possiamo rilevare nelle nostre dispense, difficilmente troveremo tracce di buchi di tane scavate in prossimità dei pavimenti o nel terreno, piuttosto cerchiamo le sue tracce nei solai e soffitte. Chi possiede aree verdi intorno alla casa o alla fabbrica, cerchi sotto gli alberi, tracce dei resti dei semi di cui esso si nutre e i nidi (abbastanza voluminosi) tra le chiome delle palme e dei pini
Detto questo, per concludere questa breve scheda etologica sul Rattus rattus, mi riservo personalmente di ricordarvi, cari lettori e curiosi, che questo animale è portatore, al pari degli altri roditori infestanti, di malattie gravissime attraverso i suoi parassiti e escrementi.  Quindi, niente panico, quasi sicuramente non morirete di peste, ma è urgente e necessario per la vostra salute e quella dei vostri animali domestici agire al più presto procurando personale qualificato e competente che sappia, insieme a voi organizzare una efficace e continuativa strategia di derattizzazione ecologica.